A soli 20 m dalla splendida spiaggia di Porto Paglia, nella parte più meridionale della marina di Gonnesa, sorgono gli edifici di un antico villaggio dei pescatori e della vecchia tonnara.
Impiantata alla fine del XVI secolo per decisione del Re Filippo II di Spagna, la tonnara, intesa come complesso delle reti, era composta da sei camere, poggiava sul fondo roccioso a circa 27 m di profondità con una coda lunga circa 1200 m. Gli alloggi della ciurma sorgevano nella collina adiacente la tonnara, mentre la lavorazione del tonno avveniva negli stabilimenti della località “La Punta” nell’isola di San Pietro.
Fra le diverse tonnare che operavano nella Sardegna del Sud, tra la fine del XVI secolo e la seconda del XX, solamente quelle di Portoscuso e di Porto Paglia conobbero un’attività ininterrotta. Quest’ultima rimase di proprietà della Corona fino al 1654, quando fu ceduta al banchiere Vivaldi, poi alla famiglia Brunengo. Nel 1800 il governo sabaudo la rilevò, ma la rivendette nel 1865.
Dal 1866 iniziò la sua decadenza e, dopo diverse vicissitudini, le reti vennero calate per l’ultima volta nel 1973 e gli edifici abbandonati.
L’importante complesso, formato dalle dimore dei tonnarotti e dalla darsena, sono stati ristrutturati e trasformati in moderno complesso residenziale e in abitazioni estive.
Spostandoci lungo l’estremità meridionale della spiaggia è possibile ammirare la caratteristica chiesetta della tonnara, costruita direttamente sugli scogli e accessibile con la bassa marea attraverso una breve camminata sulle rocce affioranti. È l’unica in Sardegna a cui si può accedere dal mare.
A breve distanza dalla chiesetta, sorge la torre litoranea, costruita sotto la dominazione spagnola in località chiamata dagli aragonesi “Las canellas” per la difesa della costa sud occidentale dalle incursioni barbaresche.
