Il sito minerario Pozzo Baccarini è fortemente legato alla gloriosa storia della Società Monteponi a cui si deve l’attuazione di una serie di lavori di modernizzazione della miniera.
Una delle prime opere della Società fu quella di sistemare la mulattiera che dalla Miniera di Monteponi raggiungeva il punto più vicino per l’imbarco del minerale, la spiaggia di Fontanamare. Si passò, successivamente, alla riorganizzazione dei trasporti del minerale attraverso l’adozione dell’innovativo sistema ferroviario a scartamento ridotto.
Nel 1861 la direzione della Società passa all’Ing. Adolfo Pellegrini e, l’anno successivo, con la nomina del Presidente, il Conte Carlo Baudi di Vesme, prese avvio il cosiddetto “periodo eroico”, quello in cui la Società dovette affrontare delle vere e proprie sfide:
- il trasporto del minerale ai punti d’imbarco;
- il problema dell’eduzione delle acque che, presenti in enormi quantità nel sottosuolo, impedivano la coltivazione del minerale.
1. Per risolvere il problema dei trasporti, diventati ormai troppo onerosi, si attendeva la realizzazione della Ferrovia che da Iglesias doveva raggiungere il porto di Cagliari. Quest’ opera, voluta fortemente dal Ministro Quintino Sella per dare più prestigio e importanza al porto del capoluogo, tardava ad essere realizzata.
Nell’inverno 1867/68 il Presidente della Società decide di realizzare una Ferrovia privata e affida la realizzazione del progetto all’ing. Pellegrini. Come porto d’imbarco venne scelta la spiaggia delle Cannelle, nella periferia di Portoscuso.
Con l’arrivo dell’Ing. Eynard, il 26 aprile del 1870, vennero iniziati i lavori del primo troncone (Gonnesa- Spiaggia le Cannelle) e, nel mese di dicembre dello stesso anno, arrivarono le prime tre locomotive costruite in Inghilterra: le Canada Works.
Tuttavia, con il loro arrivo, ci si rese conto di aver commesso un grave errore tecnico: le Canada Works non montavano sui binari che avevano uno scartamento metrico di 95 cm e non di 1 m.
Trovata la soluzione a questo problema, finalmente, nella primavera del 1871 partiva da Gonnesa il primo convoglio trainato da una locomotiva destinato al porto collocato nella spiaggia delle Cannelle, che nel frattempo era stata ribattezzata dall’ Ing. Pellegrini con il nome di Portovesme, in onore del Presidente Carlo Baudi di Vesme.
Tutta l’Italia negli anni successivi adotterà il 95 cm come scartamento ridotto.
Si dovrà attendere il 1875 per vedere le locomotive far scalo a Monteponi. Questo avvenne in seguito alla realizzazione di opere veramente uniche per la regione sarda: un piano inclinato che dalla stazione doveva raggiungere la miniera che si trovava oltre 100 m più in alto e la Galleria Pellegrini lunga 130 m.
2. Contestualmente alla realizzazione della ferrovia, l’Ing. Pellegrini cercò di risolvere anche il secondo annoso problema, quello dell’eduzione delle acque. Nel 1863, l’Ing. realizza un Pozzo denominato Vittorio Emanuele II e nel 1874 Pozzo Sella. Tutti questi sforzi però furono inutili e nel mese di luglio del 1875 l’ing. Pellegrini dava le sue dimissioni.
Quando l’ing. Pellegrini lascia la Società aveva risolto gran parte dei problemi tranne uno, il più impegnativo, l’eduzione delle acque, intanto la Società corre ai ripari e nomina il nuovo direttore della Miniera l’Ing. Erminio Ferraris.
Il Ferraris si dedica immediatamente al problema dell’eduzione realizzando una Galleria di scolo sotterranea che dalla Miniera di Monteponi doveva raggiungere la Laguna di Gonnesa svuotando in questo modo il bacino idrostatico.
Il 3 Luglio 1880, in occasione dell’inaugurazione delle Ferrovie della Sardegna, il ministro delle infrastrutture, Alfredo Baccarini, si recò in visita ad Iglesias e alla Miniera di Monteponi.
Successivamente, accompagnato dall’ Ing. Ferraris, il ministro Baccarini si recò in territorio di Gonnesa viaggiando in una carrozza passeggeri della linea privata e, percorsi alcuni km, il convoglio si fermò poco dopo la Galleria Pellegrini. Qui, il ministro spinse l’esploditore che fecce brillare le mine per il nuovo Pozzo (Pozzo Baccarini) da cui partì la realizzazione della faraonica Galleria di Scolo Umberto I.
La figlia Maria fece brillare la mina per una galleria di servizio al Pozzo (Galleria Maria).
Il cantiere Baccarini rimarrà in funzione sino al 1889, anno in cui venne intercettata la Gran Sorgente che permise l’abbassamento idrostatico di tutto l’anello metallifero dell’Iglesiente.
Il sito, nel 1924, si arricchisce di un’altra opera d’ arte, il Ponte FMS di Fontana Coperta.
In seguito, l’area venne utilizzata come residenza privata e, nel 1941, presidio militare.
