Da Gonnesa a Portoscuso: viaggio tra miniere, mare e panorami del Sulcis-Iglesiente
Partendo dall’entroterra minerario di Gonnesa, il viaggio verso la costa di Portoscuso è un’esperienza che unisce la storia industriale della Sardegna alla bellezza selvaggia del suo litorale. Non si tratta di un’unica strada panoramica, ma di un itinerario che combina la SS 126 e la SP 108, attraversando paesaggi in continua trasformazione: dalle colline interne punteggiate da villaggi minerari fino alle scogliere che si tuffano nel mare.
Lungo il percorso si incontrano antiche tonnare, torri d’avvistamento, spiagge di sabbia fine e panorami che si aprono sulle isole di San Pietro e Sant’Antioco. È un tragitto breve ma intenso, che offre un condensato perfetto della Sardegna autentica: natura, tradizione e archeologia industriale intrecciate in un equilibrio sorprendente.
Gonnesa e l’eredità mineraria
Il viaggio ha inizio nel borgo di Gonnesa, situato tra colline e miniere, nel cuore del Sulcis-Iglesiente. La sua storia è profondamente legata al lavoro estrattivo: intorno al paese si possono ancora ammirare i resti di antichi villaggi di minatori e impianti di archeologia industriale immersi nella macchia mediterranea.
Prima di dirigersi verso la costa, merita una visita il Complesso Nuragico di Seruci, uno dei siti archeologici più imponenti della zona. Da qui lo sguardo spazia fino al mare, abbracciando l’intero paesaggio del Golfo del Leone. È il punto ideale per comprendere la connessione tra storia antica, industria e natura che caratterizza questo territorio.
Verso il mare: la strada e le sue deviazioni
Lasciando Gonnesa, si imbocca la SS 126 in direzione della costa. Il tracciato scende dolcemente tra colline e vigneti, regalando viste ampie sul paesaggio rurale. Man mano che ci si avvicina al mare, il panorama cambia: l’aria si fa più salmastra e il blu dell’orizzonte annuncia la presenza del litorale.
Una deviazione imperdibile è quella che conduce al borgo di Porto Paglia, antico insediamento marinaro e sede di una tonnara settecentesca. La strada che scende verso la spiaggia attraversa una pineta profumata di ginepri e regala un colpo d’occhio spettacolare sull’insenatura, una delle più suggestive del Sulcis.
Porto Paglia e la sua storia
Il villaggio di Porto Paglia è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Le strutture in pietra dell’antica tonnara, affacciate direttamente sul mare, raccontano la vita dei pescatori e la storia della pesca del tonno che per secoli ha sostenuto l’economia locale. Oggi alcune di queste costruzioni sono state trasformate in residenze e case per le vacanze, ma conservano intatto il loro fascino originario.
La spiaggia di Porto Paglia si estende per centinaia di metri tra sabbia dorata e tratti rocciosi, con acque cristalline e fondale basso, adatto anche ai bambini. La vegetazione arriva quasi fino alla riva e, nelle giornate limpide, la vista si apre fino all’isola di Sant’Antioco. È un luogo ideale per chi cerca relax, fotografia e natura incontaminata.
Le suggestioni della SP 108
Dopo Porto Paglia, il percorso continua lungo la SP 108, in direzione di Portoscuso. Questa strada è un susseguirsi di curve panoramiche, scogliere e piccole calette nascoste. Il paesaggio alterna tratti di macchia mediterranea, pini marittimi e cespugli di lentisco, con ampie aperture sul mare turchese.
La SP 108 è particolarmente apprezzata dai viaggiatori che amano itinerari lenti e fotografici: ogni curva offre una prospettiva diversa, con la luce che cambia costantemente durante la giornata. È consigliabile percorrerla con calma, magari sostando nei punti più panoramici per ammirare il contrasto tra il verde e l’azzurro del mare.
Durante il tragitto si incontrano piccoli accessi al mare e sentieri sterrati che conducono a spiagge isolate, perfette per chi ama esplorare e vivere la Sardegna più selvaggia. In primavera, i fiori spontanei colorano i bordi della strada, mentre in estate il profumo del mirto e del lentisco accompagna ogni chilometro.
L’arrivo a Portoscuso e il suo litorale
Avvicinandosi a Portoscuso, il paesaggio cambia ancora: le colline lasciano spazio a un vero e proprio borgo marinaro, con il porto, i pescherecci e le imbarcazioni da diporto che animano la riva. Qui la vita scorre tranquilla, tra tradizione, gastronomia e mare. Il centro storico conserva il fascino autentico di un villaggio di pescatori, con vicoli stretti e case dai colori chiari.
Prima di entrare in paese, vale la pena percorrere la pista ciclopedonale di Capo Altano, un tracciato ricavato da un’antica strada sterrata che si snoda lungo la costa. Da qui la vista sull’isola di San Pietro, sull’isola Piana e sull’isola dei Ratti è semplicemente spettacolare. Il faro di Capo Altano è un punt
